“Suoni e canti al tramonto. Riuscita anche la seconda edizione!”

 

L’anno scorso si era capito che la formula funziona: l’ambiente naturale incontaminato dei magredi cordenonesi, la musica evocativa della Filarmonica di Cordenons, le voci briose del Midway Chorus, i versi di Aldo Polesel. Tutti presenti anche nella seconda edizione di “Suoni e canti al tramonto” di sabato 3 giugno 2017.

 

Quest’anno l’evento celebrava un avvenimento importante; non si tratta, ovviamente, della concomitante finale di Champions League bensì del 25° anno di attività dell’Associazione Naturalistica Cordenonese, co-promotrice ed animatrice “dietro le quinte” della serata, rappresentata dal presidente Bepo Brun.

A condire con una nuova sfumatura il programma, la soprano Monica Falconio che, accompagnata dal M° Alberto Ravagnin, si è alternata con coro e banda proponendo alcuni brani di epoca barocca; molto più versatile il repertorio del Midway, che con disinvoltura ha spaziato dalla canzone italiana (Elisa, Mannoia) ai successi internazionali, sostenuto a dovere dall’immancabile Midway Band.

La Filarmonica ha eseguito un mix di brani ispirato a colonne sonore (L’ultimo dei Mohicani, Robin Hood), arrangiamenti (Over the Rainbow, La vie en rose) e brani originali (Atlantis), tutti intimamente intrecciati con la natura ed il suo rapporto con l’umanità che in qualche modo ci si confronta.

Proprio come il pubblico, numeroso anche quest’anno; abbandonato per qualche ora il caotico sabato sera cittadino, tutti i convenuti si sono lasciati avvolgere dall’atmosfera magica del fresco tramonto magredile, contemplando profondamente quelle sensazioni, interrogativi ed emozioni magistralmente richiamati dalle poesie di Aldo Polesel in un’esperienza quasi “mistica”.

 

E quando la presentatrice Nadia Zanin ha annunciato il brano finale “Can you feel the love tonight” (dal film “Il re leone”) la direzione del M° Fabio Fazio si è unita a quella di Laura Zanin per un finale – è proprio il caso di dirlo – corale.

Sullo sfondo, mai domi, i discreti abitanti della natura partecipavano con il loro rituale inno alla vita, come in una  festa. Una festa che si rinnova ogni giorno incurante del trambusto di cui a volte l’uomo si circonda, finale di Champions compresa.